Passato, presente e futuro: l’abilità dei bambini di percepire ed elaborare il trascorrere del tempo

Pensare ai nostri ricordi, al tempo trascorso e al nostro futuro è per noi un processo automatico, naturale e spesso inconsapevole. Vi siete mai chiesti come il nostro cervello rende possibile tutto questo? Quando compare questa abilità nell’arco della vita? Come la nostra mente sviluppa questa abilità nell’infanzia? Come percepiscono il trascorrere del tempo i bambini?

I bambini non riescono a ricordare gli eventi che precedono il loro secondo anno di vita perché mancano di un sé cognitivo (i.e. consapevolezza della proprie abilità e della propria identità), le strutture cerebrali responsabili del recupero consapevole dei ricordi a lungo termine sono ancora troppo immature. La capacità di memoria a breve termine aumenta con l’età, dai 4 ai 12 anni. In questo arco di tempo, aumenta la capacità di utilizzare le strategie per accelerare il recupero delle informazioni dalla memoria. Prima dei 2-3 anni di vita, i bambini non possono pensare agli eventi come accaduti in momenti specifici nel tempo, successivamente, però iniziano a sviluppare una capacità fondamentale chiamata “decentramento temporale”, che consente di localizzare gli eventi nel passato, indipendentemente dal fatto che essi possano in qualche modo influenzare la quotidianità.

Spesso noi proviamo a localizzare un evento nel tempo creando inferenze (i.e. ragionamenti, proviamo a dedurre qualcosa) oppure utilizzando altre informazioni contestuali, un bambino, invece, può richiamare informazioni relative ad un singolo episodio accaduto, ma questo episodio deve essere però ricorrente (i.e.. andare dal pediatra, andare ad una festa di compleanno o mangiare in un fast-food). Questo tipo d’ informazione è generica, non è ricca di dettagli o intrecci e connessioni.

C’è un modo per capire se l’abilità di spostarsi mentalmente nel tempo è stata acquisita? Sì, lo possiamo notare quando i bambini mostrano i primi ricordi episodici. I bambini all’età di 2 o 3 anni possono essere in grado di rappresentare eventi che accadono in momenti diversi, però considerano gli effetti di un evento solo in relazione al presente, alla situazione che stanno vivendo. Dai 3 o 4 anni iniziano a comparire alcune abilitá progettuali e i bambini possono formulare semplici giudizi ipotetici e controfattuali (i.e. si pongono dei dubbi sulle situazioni e considerano la possibilità di valutare delle alternative), possono utilizzare script temporali strutturati (i.e. schemi d’azione collegati agli eventi) per guidare il loro comportamento.

I bambini di 4 anni possono descrivere verbalmente la routine, come ad esempio gli eventi familiari o i principali eventi quotidiani, ma non sono in grado di utilizzare le informazioni che riguardano due eventi differenti per capire l’ordine in cui si sono verificati, questo perché devono comprendere il significato causale dell’informazione e comprendere l’ordine temporale in cui si sono verificati. Questo dipende da quanto conoscono quell’ evento e dalla loro abilità di memoria di lavoro (i.e. magazzino temporaneo di memoria che serve per manipolare l’informazione che ci serve in quel momento). Dall’età di 6 anni, i bambini possono rievocare ricordi e hanno un’organizzazione meno frammentata della propria “storia”.

Lo sviluppo della memoria autobiografica, rappresenta un punto di svolta importantissimo per ciò che riguarda la percezione del tempo, e ciò è reso possibile anche grazie alla maturazione delle abilità linguistiche e narrative, che sono uno strumento essenziale per acquisire esperienza e organizzare la conoscenza. Grazie al linguaggio è possibile connettersi alla memoria, alla motivazione, ai pensieri e alle emozioni legate al contesto sociale e culturale.

Una componente essenziale che aiuta lo sviluppo delle abilità di memoria e della percezione del tempo sono anche le abilità attentive. Inoltre, la condivisione sociale dei ricordi è essenziale per sviluppare memorie narrative; la condivisione sociale di ricordi e la mentalizzazione consente ai bambini di sviluppare concetti temporali.

La capacità di giudicare e ordinare il futuro prossimo compare tra gli 8 ei 10 anni, età in cui i bambini apprendono e rappresentano eventi mentali come un ciclo annuale. Dai 4 ai 9 anni i bambini diventano più abili nel recuperare con precisione ricordi del passato (i.e. eventi accaduti il fine settimana prima o l’ estate precedente).

“Il tempo, per me, non è quella cosa impensabile che non s’arresta mai. Da me, solo da me, ritorna” (Italo Svevo).

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